
PROGRAMMA di CHIMICA BIOLOGICA (o BIOCHIMICA)
(in questa sezione saranno esposti i
principali argomenti del programma ricordando che per avere una visione
maggiormente dettagliata del corso è consigliabile studiare sui libri di testo
opportuni)
Variazioni energetiche nei processi biochimici.
Energia libera. Equilibrio e stato stazionario. Flusso dell’energia e
composti “ad alta energia”. Reazioni accoppiate. Sistema dell’ATP.
Energia libera e potenziale di ossido-riduzione.
Interazioni proteine-ligandi.
Mioglobina, emoglobina ed immunoglobuline.
Catalisi enzimatica.
Velocità di reazione. Stati di transizione ed energia di attivazione. Enzimi.
Coenzimi, vitamine e metalli essenziali. Cinetica. Equazione di Michaelis-Menten. Calcolo dei parametri cinetici (Vmax ,kcat, Km e kcat/Km)
Regolazione intracellulare degli enzimi. Enzimi allosterici: cooperatività e
cinetica sigmoidale. Inibizione enzimatica
Metabolismo.
Aspetti generali e metodi di studio. Glicolisi e fermentazioni.
Decarbossilazione ossidativa del piruvato. Ciclo degli acidi tricarbossilici.
Catena respiratoria, fosforilazione ossidativa e suo meccanismo.
Metabolismo del glicogeno. Gluconeogenesi. Via dei pentoso-fosfati.
Cenni sulla regolazione del metabolismo dei carboidrati. Metabolismo dei rigliceridi e degli acidi grassi. Metabolismo degli amminoacidi. Ciclo
dell’urea. Biosintesi delle proteine.
(tratto dall'Università degli studi di Milano - www.unimi.it )
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MACROMOLECOLE INFORMAZIONALI
LA BIOCHIMICA NEL TEMPO:
- Pasteouràorganismi viventi e processi
- 1887 Bucheràmostrano la fermentazione in estratti cellulari
- descrizione della glicolisi
- descrizione del ciclo di Krebs
- isolamento di frazioni mitocondriali
- sequenza amminoacidica di una proteina
- 1953àWatson e Crick: struttura a doppia elica del DNA
- anni 1960àPerutz: struttura tridimensionale di una proteina
- codice genetico
- tecniche di clonaggio di DNA
- progetto Genoma umano
- era post-genomica: genomica funzionale
- proteomica (espressione delle proteine nei singoli tessuti)
BIOCHIMICAàstudia e descrive la struttura, l’organizzazione e le funzioni della materia vivente in termini molecolari.
1- struttura chimica dei componenti
2- interazioni a dare complessi sopramolecolari e strutture complesse
3- estrazione dell’energia dall’ambiente
4- mantenimento dell’informazione, suo utilizzo e passaggio alle generazioni successive
5- crescita, differenziamento, invecchiamento
CAMPI della BIOCHIMICA:
- biochimica strutturale
- studio del metabolismo (vie metaboliche e regolazione)
- biochimica dell’informazione genetica
- ricerca medica: patologia, nutrizione, fisiologia
- farmacologia
- microbiologia
- biotecnologie
- ambiente, ecc
ELEMENTI del CORPO UMANO:
ELEMENTO |
% |
|
H |
66 |
|
O |
25.5 |
|
C |
9.5 |
|
N |
1.4 |
Inoltre sono presenti altri elementi in piccole tracce come: P,S,Ca,Cl,K,Mg,Na,Co,Cu,Fe,Mn,Zn.
Energia di legame Kcal/mole |
Legami covalenti |
|
~ 800 |
Si—O |
|
~ 500 |
C—F |
|
~ 400 |
C—H |
|
~ 380 |
C—OH |
|
~ 370 |
C—NH2 |
|
~ 320 |
C—C |
|
~ 250 |
C—I |
|
~ 150 |
C—NO |
Vi sono anche altri legami importanti tra i quali:
- legami H
- Forze di Van der Waals
- Interazioni elettrostatiche
- Legami non – covalenti
Il complesso sopramolecolare è un’insieme di proteine diverse che interagiscono tra loro con legami deboli.
IL LEGAME H:
LUNGHEZZA del LEGAME H: distanza tra il nucleo del donatore e quello dell’eccettore (nm).
La lunghezza per far si che tra un atomo di O e di H si crei un legame debole (Van der Waals), occorre una distanza di 0.26nm mentre per gli altri casi:
Ciascuna molecola di H2O può formare 4 legami H con una media di 3.4 legami H per molecola e nell’acqua liquida si formano e disfano continuamente legami, mentre quando l’H2O è solida si formano 4 legami.
RUOLO DELL’H2O NEI SISTEMI BIOLOGICIà
Proprietà dell’H2O:
- punto di fusione 0°C
- punto di ebollizione 100°C
- densità massima a 4°C = 0.997
- alta viscosità, tensione superficiale, coesione
- elevata costante dielettrica (78.54 ~ 80)
- elevato calore specifico
- comportamento come solvente: molecole idrofile, idrofobiche, antipatiche
- forma legami H coi soluti
- intergaisce elettrostaticamente coi soluti carichi
- gas polari poco solubili in H2O (N2; CO2; O2)
- le molecole non polari tendono ad unirsi per attrazione idrofobia
- le molecole polari vengono idratate
L’H2O presenta una struttura ordinata e stabile a CLATRATO
Le molecole idrofobiche diminuiscono l’entropia
INTERAZIONI DI VAN der WAALS:
- sono importanti se in gran numero
- energia di legame di ~ 4kJ/mole
- la distanza tra i 2 nuclei deve essere = alla somma dei raggi di Van der Waals
- se 2 atomi sono legati covalentemente il raggio è minore
ATOMI |
RAGGIO (nm) |
|
H |
0.12 |
|
O |
0.14 |
|
N |
0.15 |
|
C |
0.17 |
|
S |
0.18 |
|
P |
0.19 |
FUNZIONI BIOLOGICHE:
Enzimi e proteine di:
- trasporto (membrana, ormoni)
- riserva (piante, cotiledoni, ecc.)
- contrattili (muscoli)
- strutturali (struttura cellulare)
- difesa (anticorpi)
- regolatrici (ormoni)
Oligopeptidi, polipeptidi, proteine
La funzione di una proteina dipende dalla sua sequenza aa che è fondamentale per la sua struttura tridimensionale e funzioni:
- proteine con funzioni diverse hanno sequenze diverse
- proteine mutateàmalattie genetiche
- proteine funzionalmente simile da specie diverse hanno sequenze simili
- 20 – 30% delle proteine umane sono polimorfe
Il p.m. della proteina è uguale alla somma dei p.m. degli aa (che di media è ~110)
Il citocromo è una proteina presente in tutti gli organismi (nell’uomo nei mitocondri) e alcuni aa sono mutati ma altri sono rimasti = perché sono fondamentali per svolgere la funzione.
STRUTTURE delle PROTEINE:
1) primaria
2) secondaria
3) terziaria
4) quaternaria
1) struttura primariaà
la sequenza va dall’N-terminale al C terminale
|
AA non – polari |
GLY – ALA – VAL – LEU – ILE – PRO |
|
AA polari |
SER – THE – CYS – MET – ASN – GLN |
|
AA aromatici |
PHE – TYR – TRP |
|
AA positivi |
LYS – ARG – HIS |
|
AA negativi |
ASP – GLU |
Gli aa esistono in natura per la maggior parte nella forma L – aa
I pepticiàreazione endoergonia (DG = 10kJ/mole) si ha l’eliminazione di una molecole di H2O; il legame avviene tra il gruppo amminico di un aa e il gruppo carbossilico del secondo aa.
Le proteine potrebbero idrolizzarsi solo in presenza di un catalizzatore.
Il legame peptidico è planare e ha carattere di doppio legame e ha un parziale carattere polare.
SCHELETRO dei PEPTIDIà
Secondo Pauling i requisiti dei polipeptidi sono:
- lunghezze legame e angoli fisse
- 2 atomi non possono avvicinarsi più del raggio di Van der Waals
- legami non covalenti stabilizzano la struttura (legami H)
- alfa – elica
- foglietti – beta
2) struttura secondariaà
ALFA – ELICA:
- destrorsa (dal basso verso l’alto in senso antiorario)
- 3.6 residui per giro
- 13 atomi per giro
- passo per residuo (distanza tra 2 residui sull’asse): 1.5 A
- passo per giro: 5.4 A (3.6 * 1.5)
- rotazione per residuo: 100°
- unità ripetitiva: 18 residui
- tenuta insieme da legami H tra l’ossigeno del gruppo carbonilico e l’N del gruppo amminico
- legami H paralleli all’asse dell’elica
- carattere dipolare (cariche residue +: NH2 e cariche residue -: COO)
- le catene laterali sono all’esterno dell’elica
STABILITA’ ALFA – ELICA:
- sequenza aa
- interazioni tra catene laterali degli aa (residui carichi – e residui carichi +) destabilizza
- forma e dimensioni catene laterali: disturbi
- interazioni tra catene laterali spaziate di 3 aa o 4 aa (stabile o no a seconda dei R)
- presenza di residui di PROLINA destabilizza
L’alfa – elica antipatica presenta una metà idrofobia e metà idrofila, inoltre può ripiegarsi grazie a dei loop e assumere anche delle struttre a coiled – coil.
FOGLIETTI – BETA:
- legami H giacciono sul piano del foglietto
- le catene laterali Ràuna volta sopra e una volta sotto il piano alternativamente
- filamenti antiparalleli o paralleli
- nei filamenti antiparalleli possono esserci anse (loop per cambiare direzione) o alcuni gruppi C=O e NH non fanno legame ma interagiscono con l’H2O
- nei filamenti antiparalleli i legami H sono lineari; in quelli paralleli sono obliqui
MOTIVOàè una struttura supersecondaria
- elica – loop – elica
- mano E – F (E – F hand)
- il Ca++ si lega con aa ASP – GLU – gruppo C=O del loop
- nella proteina a cui è isolata questa strutturaà5° e 6° elica (E e F)
- struttura a forcina (harpin – structure) con filamenti antiparalleli
- struttura a chiave greca (filamenti antiparalleli)
- beta – alfa elica – beta
I MOTIVIàsemplici combinazioni di pochi elementi di struttura 2° con uno specifico arrangiamento spaziale.
LOOP: struttura con più di 2 aa e mobile
BETA – TURN: struttura rigida e definita
GERARCHIA STRUTTURALE:
- struttura primaria (sequenza aa)
- struttura secondaria (alfa – elica; beta – sheet; loop)
- struttura supersecondaria (motivi semplici)
- struttura terziaria (domini compatti formati da diversi motivi)
- struttura quaternaria (diversi peptidi con diversi domini che interagiscono tra di loro)
Dominio: unità fondamentale di struttura terziaria; una catena (o parte di essa) che può indipendentemente ripiegarsi in una struttura terziaria stabile. Sono unità funzionali.
Proteine fatte da 1 o più domini ad esempio nella sintesi di acidi grassi si ha 1 proteina con 7 domini (nei mammiferi) e 7 proteine con 7 domini (nelle piante)
COME PREVEDERE la struttura dalla SEQUENZA:
|
Alfa – elica |
ALA – CYS – LEU – MET – GLU – GLN – HIS – LYS |
Beta – sheet |
VAL – ILE – PHE – TYR – TRP – THR |
|
Ripiegamento |
GLY – SER – ASP – ASN – PRO |
1900àriscoperta di Mendel
2001àsequenziamento genoma umano:
- FASE 1: teoria cromosomica dell’eredità
- FASE 2: basi molecolari dell’eredità
- FASE 3: decifrazione del codice genetico
- FASE 4: decifrazione geni e menoma
GENOMAàinsieme dell’informazione genetica in una cellula
PROGETTO INTERNAZIONE GENOMA UMANO:
Obiettivi principali:
- mappe genetiche e fisiche dettagliate
- individuazione di tutti i geni umani (50 – 100000)
- sequenziamento completo del menoma umano (3 miliardi di paia di basi o 3000 Mb; Mb=mega base – pair)
- definizione aspetti etici, sociali e legali
Obiettivi collaterali:
- mappatura e sequenziamento di organismi modello come E.Coli, Saccaromiches cerevisae, arabidopsis thaliana, C.elegans)
PREMESSE ESSENZIALI:
- investimenti (centinaia di milioni di dollari/anno)
- costituzione di organismi internazionali
AVANZAMENTI TECNOLOGICI:
- chimicaàsequenziamento e sintesi del DNA
- ingegneriaàsequenziatori automatici, robotica
- informaticaàbanche dati, algoritmi
- biologia molecolareàmarcatori molecolari, vettori di clonazione, sistemi di trasformazione
GENOMI SEQUENZIATI:
599 virus e viroidi; 205 plasmidi; 185 organelli; 31 eubatteri; 2 archea; 1 fungo; 2 animali; 1 pianta
CARATTERI GENERALI GENOMA UMANO:
- 22 coppie di cromosomi omologhi più 1 coppia di cromosomi sessuali (X e Y)
- complessità: 3200Mb (1 Mb = 1 milione di base – pair)
- 30 – 40.000 geni che codificano prodotti proteici
- dimensioni medie di un gene: 30.000 Bp (base – pair) di cui solo 1/5 codificante
- 1/3 del menoma è trascritto
- solo 1.5% codifica per proteine
La capacità di trasmettere le proprie caratteristiche biologiche risiede ne MATERIALE GENETICO
Occorrono però requisiti essenziali per rispondere alla funzione:
Il materiale genetico quindi è il DNA che contiene l’informazione e tutte le caratteristiche dell’individuo e ne assicura la trasmissione che avviene seconda 2 meccanismi:
- la mitosiàda uno zigote a tutte le cellule e si ha la costanza del DNA in tutte le cellule
- la meiosiàda una generazione alla successiva e si ha il riassorbimento genetico: gameti ¹
ESPERIMENTO di GRIFFINàvirus R e S
AVERY, Mc Lead, Mc Carthyàfrazionamentoàestrattoàac. Nucleiciàsolo frazione contenente DNAàtrasformazione: AVIRULENTOàVIRULENTO; controprova: estratto + proteasi + Rnasiàeffetto invariato; estratto + Dnasiànon più efficace; interpretazioneàDNA induce mutazioni specifiche ed è il materiale genetico.
ESPERIMENTO di HERSHEY e CHASEàbatteri su terreno radioattivo per dimostrare che il DNA è il materiale ereditario.
DG = DH - TDS
Se DG è negativo la proteina passa dallo stato disordinato ad ordinato; la perdita di struttura porta ad una perdita di funzione.
NUCLEAZIONEàformazione iniziale di segmenti ad alfa – elica e beta – sheet (denaturata)
CONSOLIDAMENTOàstrutturale e ripiegamento 3°
RIARRANGIAMENTIàfinali, proteina nativa.
COMPONENTI ACIDI NUCLEICI:
- polimeri
- monomeri sono i nucleotidiàbase azotata + gruppo fosfato + zucchero (ribosio)
- la base è legata al C1
- i gruppi fosfato sono in posizione 5 – 3
- nucleotidiàDNA e RNA
- NUCLEOSIDEàbase + zucchero (non c’è il fosfato)
- Il DNA è un eteropolimero
- Ribosio/desossiribosio = pentosi in cui al C1 si attacca la base; il C2 è la differenza tra ribosio (H) e desossiribosio (OH); il C3 e C5 legano il P
BASI AZOTATE:
PIRIMIDINEà
- anello eterociclico di atomi C e N
- citosina (DNA – RNA)
- uracile (RNA)
- timina (DNA)
- 1 sito di legame tra base e zucchero
- 3 siti di legame tra base e base
PURINEà
- 2 anelli fusi di 5 e 6 elementi
- adenina: 2 legami H
- guanina: 3 legami H
POLIMERIZZAZIONE:
- legame fosfo – diesterico
- zucchero – fosfato – zuccheroàossatura della catena polinucleotidica
- 3 gruppi fosfato: alfa; beta; gamma
- il gruppo P alfa si lega al C3 del nucleotide già stato incorporato
- è presente un nucleotide trifosfato perché occorre energia pre la polimerizzazione e lipera P—P (pirofosfato)
- il P alfa fa da ponte ai 2 pentosi
ROSALIND FRANKLINà
- cristallizzazione del DNA
- analisi di diffrazione del DNA a raggi X
- elica destrorsa
- passo di 3.4 A (1° = 1x10-10 m)
PRESUPPOSTI WATSON e CRICK (1953)à
1) caratteristiche fisiche dell’analisi di rifrazione ai raggi X
2) regola di Erwin Chagraff: -
- la quantità delle diverse basi non è fissa (in specie diverse si hanno proporzioni diverse)
- rapporto purine/pirimidine è sempre ~ =1
- rapporto A/T e G/C è sempre = 1
STRUTTURAà
- antiparallela
- ossatura P—zucchero
- legami tra basi complementari
- i legami tra le basi sono legami H
CONSEGUENZEà
1) ipotesi meccanismo di replicazione
2) chiave di lettura sulla natura molecolare dell’informazione genetica
- sequenza di basi
- meccanismi di variazione
- ricadute metodologicheàibridazione molecolare
MODELLI DI REPLICAZIONE:
1) semiconservativo (no – rottura elica)
2) conservativo (no – rottura elica)
3) dispersivo (l’elica si frammenta)
ESPERIMENTO di MESELSON e STAHL (1958)
Il modello giusto è quello semiconservativo
MECCANISMI DI REPLICAZIONE:
dogma centrale:
1) i geni si perpetuano come sequenze di acidi nucleici (DNA o RNA)
2) la loro funzione è attraverso la produzione di proteine
occorrono:
- precursoriànucleotidi trifosfato
- DNA stampo
- Proteineàenzimi che catalizzano la sintesi
La POLIMERIZZAZIONE avviene in direzione 5’à3’
I precursori sono i nucleotidi trifosfato
Occorre un nucleotide con un OH in 3’ libero
REPLICAZIONE:
1) DNA da replicare
2) Precursori: nucleotidi 3P
3) ENZIMI di replicazione:
- dna – polimerasiàsintetizzazano DNA ex-novo; complessi enzimatici grandi; vari tipi; altre attività enzimatiche (controllo)
- enzimi che mettonola dna – polimerasi in condizioni di operare
- enzimi che completano l’opera
PRODUZIONE DI TERMINAZIONE 3’OH:
Un enzima inizia a sintetizzare una piccola sequenza di nucleotidi da un elica del DNAàvengono fatti piccoli RNA tramite la dna – primasi:
Il PRIMINGàinizio replicazioneàelicasi: separa le 2 liche in modo che i legami H non si riformino.
Siccome il DNA a singola elica è debole, occorrono delle particolari proteine: single strand binding proteins che tengono aperto il DNA.
Dopo ciò arriva la DNA-PRIMASI.
Nell’elica leading la polimerizzazione procede fino in fondo
Nell’elica lagging frammenti di OKASAKI
Dopo occorre eliminare il primer e unire i pezzi tramite la dna – ligasi
REPLICAZIONE DEL DNA:
- meccanismo molto accurato
- selezione del materiale
- svolgimento del DNA
- sintesi
- controllo di bozze (senso opposto: da 5’à3’ a 3’à5’)
- ricadute metodologiche: strumenti di manipolazione (amplificazione,sintesi,clonazione)
ORGANIZZAZIONE DEL DNA:
Cromatina = DNA + proteine
CARATTERISTICHE CHIMICO – FISICHE ACIDI NUCLEICI:
- assorbanza luce UV lunghezza 260nm
- proteine max assorbenza a 280nm
- rapporto: O.D. (optical density) 280/260 à< 1.8: più bassa è meglio è
DENATURAZIONE DEL DNA:
- da doppia elica a molecola di singola elica (random coil)
- caloreàaumento di Tàdissociazione delle eliche e più alcali forti
- temperatura di MELTING (Tm)àpunto di mezzo della T per la denaturazione
- denaturando il DNA aumenta l’assorbanza
- non tutti i DNA hanno la stessa Tm perché il legame C—G (C + G) ha + legami H e quindi la Tm è maggiore
- il DNAàRINATURAZIONE (dipende dalla lunghezza e dalla concentrazione) formazione dei legami tra basi complementari
SINTESI PROTEICA:
DNAàtrascrizioneàRNAàtraduzioneàPOLIPEPTIDE
tRNA:
- adattore
- singola elica a forma di trifoglio per appaiamenti intramolecolari
- anticodone
- sito accettare dell’aa in 3’
- aa legato covalntemente
RIBOSOMI:
- 2 subunità = 70S (- Mg++; + Mg++) < -- > 50S e 30S
- siti della traduzione
- particelle con rRNA e proteine ribosomiali
- coefficiente di sedimentazione = SVEDBERG (S) che dipende da massa e forma
- > massa > tasso di sedimentazione > S
- alti e lunghi 200 A
- 2 tRNA all’interno
- la subunità più piccola interagisce con l’mRNA; poi si posiziona la subunità superiore con 2 siti attivi per la tRNA; la lettura procede da SINISTRA a DESTRA; le 2 subunità si dissociano e si libera l’mRNA che può essere tradotto più volte e poi degradato
TRASCRIZIONE:
- 1 elica di DNA funge da stampo per RNA
- RNA sintetizzato ha sequenza = alla complementare
- Elica STAMPOàRNA
- Elica CODIFICANTEàsequenza = all’RNA prodotto
- L’enzimaàrna – polimerasi (5’à3’)
- I tipi di RNAàrRNA; tRNA; mRNA; smRNA (small o piccolo RNA che codifica il segmento d’innesco per la replicazione: il primer)
RNA POLIMERASI:
- la trascrizione: rna – polimerasi
- è un complesso enzimatico
- interagisce con altre proteine detti fattori trascrizionali
- un tipo di RNA – polimerasiàun tipo di RNA
- DNA dipendenti
- Rna – pol 1àrRNA
- Rna – pol 2àmRNA
- Rna – pol 3àtRNA e sRNA
DEFINIZIONI:
- elica codificante o “senso” (coding strand)àstessa sequenza mRNA 5’p__________OH 3’
- elica stampo o “antisenso” (template strand)àdirige la sintesi dell’mRNA mediante appaiamento delle basi complementari 3’OH______________p5’
- mRNAàmolecola stampo per sintesi proteica
- rapporto lineare mRNA – peptide 5’p_________OH3’ e NH3---------------COOH
mRNA:
- più lungo della proteina
- presenta pezzi che non vengono tradotti
- NUCLEOTIDE + 1ànucleotide sull’elica codificante che è il 1° NT della sequenza mRNA e costituisce lo STARTPOINT
- La sequenza prima dello STARTPOINTàregolazione del gene per trascrizione ed è detta PROMOTRICE
- UPSCREAMàa monte: il promotore
- DOWNSCREAMàa valle
- La posizione vicino allo STARTPOINTàPROSSIMALE e man manoàDISTALE
- In posizione DISTALE a valleàsegnaleàTERMINAZIONE
- RNA maturo è più corto della sequenza del gene che lo codifica
- Ibridazione gene – rnaàci si aspetta una doppia elica ma avanzano porzioni lunche a singola elica
- ESONIàsequenze trascritte e tradotte
- INTRONIàsequenze tr