
PROGRAMMA di BIOEVOLUZIONE (con SISTEMATICA e FILOGENESI)
(in questa sezione saranno esposti i principali argomenti del programma ricordando che per avere una visione maggiormente dettagliata del corso è consigliabile studiare sui libri di testo opportuni)
Lo scopo generale del corso è quello di presentare alcuni degli sviluppi più interessanti dell’evoluzionismo nella seconda metà del XX secolo.
Le radici storiche del dibattito: la natura dell’evoluzionismo darwiniano. La “Sintesi Moderna” come sviluppo del darwinismo. La popolazione ed i meccanismi del cambiamento al suo interno. La specie: dibattito sulla sua natura. Approccio morfologico, biologico, ecologico, filogenetico e pluralista. La speciazione: suoi meccanismi (allopatico, simpatrico, parapatrico). Ruolo del flusso genico nei vari modelli di speciazione. Esempi in natura e in laboratorio. Prove paleontologiche della speciazione: la teoria degli equilibri punteggiati. La cladistica: principi, metodi e conseguenze. La teoria neutralista, gli orologi molecolari, le distanze genetiche: metodi molecolari per lo studio dei tempi e dei ritmi dell’evoluzione.
(tratto dall'Università degli studi di Milano - www.unimi.it )
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SISTEMATICA E FILOGENESI
Sistematicaàdiversità degli organismi viventi, la loro classificazione e filogenesi;
Tassonomiaàmetodi e procedure di classificazione, la parte pratica della sistematica;
Classificazioneàordinare gli organismi in gruppi sulla base delle loro relazioni;
Nomenclaturaàattribuire i nomi ai gruppi della classificazione;
Filogenesiàgenealogia degli organismi viventi.
Per la classificazione occorre stabilire dei CRITERI o unità di classificazione.
L'evoluzione è il criterio unificante della biologia moderna; tutti gli organismi si riproducono e la progenie è simile ai genitori e il potenziale riproduttivo degli organismi è superiore alla prole che vive veramente.
La selezione favorisce i + adatti e la popolazione si modifica rendendosi + adatta all'ambiente.
Si è potuto dire che le specie si evolvono grazie alle prove paleontologiche; in Australia vi erano + marsupiali ma sono stati sorpassati dai placentati che sono maggiormente presenti in altre parti del mondo. Questo può essere dovuto alla teoria tettonica delle zolleài placentati in Australia non sarebbero entrati al momento del distacco.
Un'altra prova dell'evoluzione sono gli organi vestigiali: non servono a niente ma si trovano in alcuni animali (residui ossei).
Alcuni tipi di classificazione possono essere:
- artificialeàinventata dall'uomo (classificare in base al nome dello scopritore o del periodo)
- naturaleàcomprendono + caratteristiche (vertebrati e invertebrati)
- oggettivaàin base per es. al colore ma ciò non va bene.
OLOTIPOàriferimento della specieàcriterio tipologico ma non è sempre efficace a causa del dimorfismo sessuale ecc.
Si è passati quindi al criterio biologico che considera le capacità riproduttive.
SPECIEàpopolazione di organismi potenzialmente interfeconde e riproduttivamente isolate da altre popolazioni la cui prole sia feconda.
SPECIAZIONEàda una specie "1" ad una specie "2". Per far ciò la popolazione deve essere divisa dall'ambiente e non c'è + scambio reciproco perché i pool genetici sono diversi MA se dopo un certo periodo di tempo queste specie rientrano in contatto possono non essere interfeconde. (sterilità dell'ibrido).
La classificazione naturale si basa sulla storia evolutiva della specie; utilizza il criterio genealogico ascendente, si procede dal singolo elemento tramite una chiave dicotomica.
Le scuole di classificazione sono 3:
1) scuola fenetica o numerica
2) scuola filogenetica o cladistica
3) scuola evoluzionistica classica.
OMOLOGIAàstruttura con = origine. Si confronta l'anatomia; è utile anche la serie paleontologica.
ANALOGIAàstesso aspetto ma ¹ origine. (ali di farfalla e di uccello)
CONVERGENZA ADATTATIVAàla risposta all'ambiente è la stessa in animali differenti.
La classificazione quindi deve tener conto delle omologie; mentre la FENETICA è soggettiva per la ricostruzione delle omologie.
CARATTERE PLESIOMORFOàprimitivo (arto)
CARATTERE APOMORFOànuovo (pinna)
SIMPLESIOMORFIàcaratteri primitivi condivisi e non tener conto nella classificazione
SINAPOMORFIàgruppi di cladistica.
Se un carattere è simile per convergenza, ai FENETICI non importa perché si basano sulla misura.
I CLADISTICI diminuiscono l'importanza della convergenza ed occorre fare molte categorie di classificazione e accettano solo i gruppi monofiletici (progenitore e discendente) e non di quelli parafiletici o polifiletici.
Regno – phylum – subphylum – superclasse – classe – sottoclasse – coorte – superordine – ordine – sottordine – superfamiglia – famiglia – sottofamiglia – tribù – genere – sottogenere – specie – sottospecie.
Per dare i nomi (tutti diversi) si fa riferimento ad un animale o piante (felini, rosacee) oppure in onore di qualcuno.
SISTEMATICA E FILOGENESI dei PROCARIOTI:
- diversitààmotore che ha generato la diversità, sistemi di classificazione, filogenesi molecolare;
IDENTITA' BIOLOGICA DEI PROCARIOTI:
- riproduzioneàscissione binaria, asessuale;
- struttura della cellulaàcitoplasma, pili, flagelli, ribosomi, DNA, membrana plasmatica, parete cellulare, capsula, NO – NUCLEO;
- ecologiaàin tutti gli habitats dove sono gli eucarioti, in ambienti ostili o in associazione con piante e animali, hanno capacità metaboliche diverse, sono dinamici e mutano lentamente, la varietà dei procarioti è il risultato della selezione naturale;
- classificazioneàstruttura parete (GRAM), % di G+C ne genoma, temperatura di crescita, capacità di sporificare, tipi di accettori di e- per la respirazione, fotosintesi, motilità, morfologia cellula, capacità di crescere su varie fonti di N e C, richieste nutrizionali.
Per studiare i procarioti occorre isolarli dall'ambiente e coltivare in laboratorio dei cloni di cellule, per poi caratterizzarli sotto vari punti di vistaàfino ad oggi: vari CEPPI.
È + difficile sviluppare un sistema naturale di classificazione per i procarioti rispetto a piante o animali per i quali è + semplice identificare i caratteri sinapomorfici. Per ovviare a ciò i biologi hanno prodotto un volume chiamato:"Bergey's Manual of Determinative Bacteriology".
La specieàinsieme di ceppi con caratteristiche comuni che li differenziano da altri ceppi.
DETERMINAZIONE DI RAPPORTI DI PARENTELA DEGLI ORGANISMI VIVENTI:
1) Filogenesi molecolareàcaratteristiche essenziali di un marcatore (per es. un gene) utilizzabile a livello genetico – molecolare.
- Il gene deve essere presente in tutti gli organismi di cui si vuole studiare la filogenesi;
- Le varie copie del gene devono derivare da un progenitore comune, ovvero mostrare un livello appropriato di conservazione di sequenza;
- Il gene non deve essere soggetto a trasferimento laterale (orizzontale: domini diversi come batteri e eucarioti)
- Si basa quindi sulla analisi e comparazione di sequenze di DNA tra cui in particolare l' RNA 16-S. Si individuano le sequenze firmaàpresente in un numero limitato di microrganismi e che ne determina l'appartenenza ad un determinato gruppo.
- Dopo aver allineato le sequenze si calcolano i coefficienti di distanza evolutiva e lo si approssima aggiungendo un 20% del coefficiente stesso; questa % è calcolata sulla ipotesi che in passato alcuni geni potevano essere mutati e trovarsi nella forma che oggi constatiamo.
- Si mettono quindi a confronto i coefficienti dei vari organismi presi in esame e si costruisce un albero filogenetico con appositi programmi per computer.
In una coltura, per sapere se sono presenti dei microrganismi e sapere quali occorre utilizzare la tecnica del PCRàamplificare i geni dell'RNA 16-S e sequenzare col metodo di Sorge.
RNA 16-Sàalbero universale con 3 domini: BACTERIA; ARCHEA; EUKARIA.
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BACTERIA |
ARCHEA |
EUKARIA |
|
Struttura cellula proc. |
si |
si |
No |
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DNA circolare |
si |
si |
No |
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Membrana nucleare |
no |
no |
Si |
|
Parete cellulare |
si |
no |
No (eccetto vegetali) |
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Membrana lipidica |
si |
si |
Si |
|
Ribosomi |
70-S |
70-S |
80-S |
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RNA polimerasi |
4unità |
12unità |
34unità |
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Metanogenesi |
no |
si |
No |
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Riduzione di S |
si |
si |
No |
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Fissazione di N |
Si |
si |
No |
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Fotosintesi |
si |
no |
Si |
|
Chemiolitotrofi |
si |
si |
No |
ARCHEAà3 regni:
1) KORARCHAEOTA: ambiente da ipertermofili e non sono mai stati isolati in laboratori
2) CRENARCHEOTA: ipertermofili e zolfo – dipendenti
3) EURYARCHAEOTA: metanogeni e alofili, fissano la CO2àCH4, ipertermofili e non.
BACTERIA:
- Aquex: ipertermofili, H2 – ossidanti e S – riducenti
- Thermotoga: ipertermofili e anaerobi
- Batteri verdi: termofili e fotosintetici
- Deniococci: resistenti ad alte radiazioni
- Spirali:
- Batteri verdi sulfurici: fotosintetici
- Flavobatteri: aerobi e anaerobi
- Planctomices: batteri gemmati privi di parete
- Clamidia: parassiti intracellulari
- Batteri gram+: eterogenei e fotosintetici
- Cianobatteri: fotosintesi ossigenica
- Batteri purpurei: eterogenei e fotosintetici
BOTANICA
ALGHE: organismi eucarioti, fotoautotrofi acquatici ma anche sui muri e sulle piante. Appartengono alla famiglia delle TALLOFITEàpiante senza tessuti, unicellulari o pluricellulari.
Le pareti cellulari delle alghe presentano gli APOPLASTI che permettono il contatto con le cellule.
Nelle CORMOFITE sono presenti i SIMPLASTIàplasmodesmi (fessure dalle quali passa il citoplasma) che coinvolgono il citoplasma.
Le alghe vengono classificate NON per la forma ma:
- pigmentiàclorofilla b, c, d, e (sono accessorie) e servono per trasportare energia alla clorofilla a,
- carotenoidi
- xantofille e ficobilline
- struttura del plastidioàa lamelle singole con ficobillosomi, impilati,
- sostanze di riservaàamido solo alghe verdi.
Le ALGHE vengono divise in 3 principali gruppi:
1) Rhodophita: alghe rosseàpluricellulari e filamentose e all'esterno delle loro pareti è presente una sostanza mucillaginosa chiamata "agar" oppure possono esserci dei carbonati di calcio. Contengono le ficobilline che assorbono determinate lunghezze d'onda luminosa in quanto nelle profondità dei mari non arriva tutta la luce.
2) Chromophita: fitoplancton e diatomee (queste presentano un guscio di SILICIO utile per la tassonomia e possono essere raggruppate in colonie). Le alghe brune sono alghe marine con + specializzazioni perché sono le + grandi; presentano rizoidi, fusto e fronde; all'interno del fusticinoàvasi conduttori.
3) Chlorophita: alghe verdi presenti nelle acque dolci, possono essere unicellulari o pluricellulari, formano colonie, possono presentare flagelli, filamentose, ecc.
RIPRODUZIONE vegetativa:
Avviene per scissione, gemmazione, frammentazione, sporulazione (alghe e funghi)àformazione di spore per via asessuataàMITOSPORE (zoospore con flagelli o aplanospore)
RIPRODUZIONE sessuale:
Avviene per meiosiàgameti (n)àzigote (2n)
Sporogonia: meiosiàMEIOSPORE (n) che danno origine a nuovi individui aploidi.
CICLI METAGENETICI: gli organismi vegetali sono diploidi (2n) ma alcune cellule si specializzanoàmeiosiàgameti (n)àzigoteàorganismo (2n).
Altre piante sono già aploidi (n)àalcune cellule diventano gameti (senza meiosi) tramite mitosiàfondonoàzigote (2n) che fa subito meiosi (MEIOSI ZIGOTICA)àspore (n)ànuovo organismo aploide (n).
- Ciclo DIPLONTE; Ciclo APLONTE; Ciclo APLODIPLONTEàalghe e piante: si parte da una generazione diploide (SPOROFITO)àmeiosiàmeiospore (sporogonia) da cui si origina la stessa piantaàmitosi e si producono altre cellule (GAMETOFITO "n")àgametiàfondono e danno lo zigote (SPOROFITO).
Gli sporocisti e i gametocisti sono i luoghi dove avviene la formazione di spore e gameti.
FUNGHI: organismi eucarioti acquatici o terreni, eterotrofi (saprofiti, parassiti, simbionti) non hanno plastidi e neanche pigmenti fotosintetici, non hanno amido; hanno una parete simile a quella degli insetti perché contiene CHITINA. Hanno un'organizzazione a TALLOàplasmodio (muffe mucillaginose); ife (sifonale o settateàmicelio)
RIPRODUZIONE vegetativa:
Avviene per scissione, gemmazione, frammentazione o sporulazioneàMITOSPORE (zoospore o aplanospore, endosporein sporocisti o esospore in conidi)
RIPRODUZIONE sessuale:
Avviene per meiosiàgametiàzigote o spore durature;
SporogoniaàmeiosiàMEIOSPORE (ascomiceti o basidiomiceti)
LICHENI: simbiosi tra alghe e funghi. Il fungo accumula sostanze tossiche e l'alga fa la fotosintesi.
MICORRIZZA: simbiosi tra funghi e le radici di alcune piante. Il fungo metabolizza le sostanze che la pianta non potrebbe assorbire da sé.
EMERSIONE: la colonizzazione dei vegetali sulla terrafermaà
I vantaggi sono:
Gli svantaggi sono:
- economia dell'acqua
- nutrizione: le risorse sono distribuite in modo diverso nell'ambiente
- problemi meccanici
- riproduzione e diffusione
Le conseguenze di ciò sono delle modificazioni dell'apparato vegetativo:
- CORMO: formazione di tessuti veri e propri
- Crescita in lunghezza indefinita
- Apparato fotosintetico il + ampio possibile
- Posizione eretta
- Sistema conduttore
- Protezione dal disseccamento
- Modificazione dell'apparato riproduttivo
- Nuove sostanze (lignina, suberina, flavonoli che proteggono dagli U.V., cutina e cere)
L'APPARATO VEGETATIVO è così costituitoà
1) apparato assorbenteàancoraggio e assorbimento
2) sistema conduttoreàsostegno e trasporto
3) apparato fotosintetico disperdenteàfotosintesi e traspirazione
Molto probabilmente le piante terrestri derivano dalle ALGHE VERDIà
- unicellulari, coloniali, pluricellulari
- clorofilla a e b (e carotenoidi)
- accumula amido nel cloroplasto
- parete con cellulosa e pectina
- cloroplasti con grana
Le prime pianteàoggi sono reperibili per lo + fossili dai quali si è potuto scoprire come sono. Avevano rami fotosintetizzanti e ciclo APLODIPLONTE, ma si pensa siano derivate dalle alghe con ciclo APLONTE.
BRIOFITEàpiante con tessuti non vascolari:
- embriofite: dipendenza trofica tra le 2 generazioni (sporofito da gametofito)
- ciclo aplodiplonte: alternanza di gametofito e sporofito
- piante pioniere
- comprendono muschi, hepaticae, anthocenotae
Dall'EMBRIONEàsporofito.
A causa della mancanza di H2O, per evitare il diseccamentoàcontenitori pluricellulari in cui le cellule fanno meiosi e danno gameti: GAMETANGI. In quello femminile c'è l'OOSFERAàembrioneàsporofito. Solo le piante terrestri hanno l'embrione.
Apparato vegetativo:
generazioni eteromorfiche = dominanza del gametofito
Gli adattamenti all'ambiente terrestre sono:
- differenza istologica
- unica cellula meristematica apicale
- epidermide con cuticola, cere, pori e stomi
- tessuti parenchimaticiàfotosintesi e riserva
- stereoma(muschi)àstereidi (sostegno), idroidi (condurre H2O), leptoidi (condurre sostanze)
- accorgimenti morfologici per trattenere l'H2O
- flavonoidiàprotezione dagli U.V.
- non c'è lignina ma solo cellulosa.
Generazione GAMETOFITICA:
- rizoidiàadesione al substrato
- fusticinoàsostegno (stereidi) e conduzione (idroidi e leptoidi)
- fogliolineàfotosintesi.
Generazione SPOROFITICA: generazione ridotta e troficamente dipendente dal gametofito
- seta
- capsula, sporangioàproduce meiospore (sporogonia)
- piedeàancora lo sporofito al gametofito e consente allo sporofito di essere nutrito dal gametofito
- meiosporeàdiffusione delle briofite (sporopellenina: protegge le spore)
RIPRODUZIONE vegetativa:
Avviene per frammentazione (propaguli o gemme), non si ha + sporulazione (produzione di mitospore)
RIPRODUIONE sessuata:
I GAMETANGIàprotezione e sono anteridi (maschili con anterozoidi) e archegoni (femminili con oosfera immobile)
L'embrione proviene dallo sviluppo dello zigote e sviluppa lo sporofito protetto dal gametofito.
I GAMETOFITIàomotallici (anteridi e archegoni su stessa pianta) o eterotallici (solo anteridi o solo archegoni).
CARATTERI durante l'EVOLUZIONE:
- sporofito dipende dal gametofito
- generazione aploide dominante
- sistemi di trasporto di H2O e soluti
- NO gameti maschili ciliati
- NO embrione transitorio
- NO dispersione affidata alle meiospore
APPARATO vegetativo:
- struttura a CORMOà sviluppo di organi (foglie, fusto, radici)
- sviluppo di tessuti: MERISTEMATICI (primari, secondari o cambio) e ADULTI (tegumentali, parenchimatici, conduttori, meccanici, secretori)
TESSUTI CONDUTTORIàlegno (xilema)àVASI (tracheidi e trachee) e contiene lignina per il passaggio di sostanze. àlibro (floema)àtubi o cellule cribrose.
LIRO + LEGNO = FASCI
TRACHEIDIàcellule allungate vuote con lignina; tra un tubo e l'altro ci sono delle griglie.
TRACHEEàtubo continuo e sono presenti nelle piante + evolute
PIANTE TERRESTRI VASCOLARI: pterofite, gimnosperme, angiosperme.
PTERIDOFITE:
v tracheofiteàcon trachee
v embriofiteàembrione non quiscente
v ciclo aplodiplonteàgenerazione dominante è lo sporofito
v diffusione affidata alle meiospore
v i principali TAXA sono: (zosterophyllophyta, rhyniophyta, trimerophytophyta).
v Lycophyta, sphenophyta, pterophyaàviventi
v Piante vascolari senza seme.
APPARATO VEGETATIVO:
- generazioni eteromorfiche = dominanza dello sporofito
- generazione gametofiticaà progressiva riduzione; protallo pluriennale o annuale (cellule vegetative fotosintetizzanti, rizoidi e cellule conduttrici); indipendente dallo sporofito
- generazione sporofiticaàdominante e svolge tutte le attività vegetative, inventano la ligninaàtracheidi e formazione del legno
- nelle pteridofite solo tessuti primari
- gametofiti omotallici, eterotallici, autosterili o autofertili.
RIPRODUZIONE VEGETATIVA:
Tramite lo sporofito e per frammentazione.
RIPRODUZIONE SESSUALE
Tramite i gametangiàanteridi (maschili ciliati) e archegoni (oosfera femminile immobile)
RIPRODUZIONE PER SPOROGONIA:
Tramite gli sporangiàcellule sterili esterne; tappeto (parenchima per nutrire le spore) e un tessuto archesporiale. La disposizione: strobili o sori + indusio (nelle felci)
- ISOSPORIAàanteridi e archegoni di una pianta cadono vicini e i gametangi si fecondano.
- ETEROSPORIAàevoluta nelle piante a fiore e si ha la fecondazione con spore diverse.
SPERMATOFITE:
1) percorso evolutivo della riproduzione fino alle Pteridofite:
- eterosporia = gametofiti eterotallici
- protezione e nutrimento delle spore e gametiàsporangi e gametangi
- embrione
2) nelle spermatofite = pianta con seme
- tutte eterosporee
- Gimnospore (macro)àgametofiti femminili
- Androspore (micro)àgametofiti maschili
- Protezione degli sporangi sugli sporofiti con nuove strutture (ovuli e sacche polliniche)
- Protezione dei gametofiti (quelli femmini non + rilasciati all'esterno e quelli maschili vengono ulteriormente protettiàGRANULO POLLINICO
- Protezione della gamia (nell'ovulo): i gameti non escono all'esterno
- Nuovo embrione = seme
- Embrione quiescente
- Diffusione affidata al nuovo sporofito (2n) e non alle spore
GIMNOSPERME:
- spermatofiteàpiante con seme "nudo"
- forme arboree
APPARATO VEGETATIVO:
- accrescimento secondario di fusto e radici
- cambio cribro – legnoso (legno e libro secondario)
- cambio sughero – fellodermico (sughero e felloderma)
- gametofito ridottissimo: quello femminileàresta sullo sporofito; quello maschileàridotto e protetto, germinerà sull'ovulo e si farà trasportare dal vento.
RIPRODUZIONE:
- diffusione non + affidata alle meiospore
- ovuloàsporangio accolto da tegumenti sterili
- inventano il SEME
- eterosporee
- sullo sporofitoàmicrosporangioàmicrosporeàgametofito mobile (granulo pollinico)
- sullo sporofitoàmacrosporangioàmacrosporaàgametofito femminile
- microsporangi = sacche polliniche: rivestimento sterile, tappeto, tessuto archesporiale, spore, granuli pollinici, gameti mobili, nucleo germinativo
- granulo pollinicoà4 cellule: 3 vegetative e 1 contenente il nucleo per la fecondazione
- si riduce anche il gametofito femminileàOVULO:
- tegumento aggiuntivo
- sporangio o nucella
- solo una cellula fa meiosià3 degenerano e 1 si divideàgametofito femminile o endosperma I°.
- nel gametofito femminileàtanti nuclei di cui 2 diventano OOSFERA
- i 2 tegumenti che ricoprono l'ovulo presentano un MICROPILOàcanale per l'entrata del granulo pollinico
ANGIOSPERME:
RIPRODUZIONE:
- inventano il FIOREàprotezione ovuli, controllo gamia, controllo impollinazione
- inventano l'OVARIOàFRUTTO
- nel FIOREàantereà4 sacche pollinicheàgranulo pollinico costituito da 1 cellula vegetativa (1 nucleo) e 1 cellula con 2 nuclei (2 gameti)
- ovuloà1 solo gamete femminile
- si forma poi una cellula con 3 nucleiàOOSFERAàEMBRIONE
- COTILEDONIàparte dell'embrione con funzione di riserva.
ZOOLOGIA
5 regniàmonere (batteri e archea); protisti (protozoi); vegetali; animali; funghi.
PROTOZOI: protisti mobili che non fanno fotosintesi e sono eterotrofi. Gruppo polifiletico (~40 Phyla)
METAZOI: animali pluricellulari (~35 Phyla conosciuti). Gli animali primitivi sono apparentemente semplici e non sempre sono uguali agli animali da cui derivano.
Gli animali si distinguono per alcune funzioni:
- protezioneàsistemi tegumentali e scheletrico
- sostegno e movimentoàsistemi scheletrici e muscolare
- nutrizioneàapparato digerente
- trasportoàsistema circolatorio
- respirazioneàapparato respiratorio
- osmoregolazione e apparato escretoreàapparato escretore (cataboliti azotati che sono entrati nel corpo mentre la defecazione interessa i cataboliti non entrati nelle cellule)
- coordinamentoàsistema nervoso e endocrino
- riproduzioneàapparato riproduttore.
PROTOZOI:
Comprendono:
1) Sarcadini (amebe)
2) Flagellati (Euglena)
3) Sporozoi (plasmodi della malaria)
4) Ciliati (parameci)
1 – 2à
- raggruppati nel phylum dei sarcomastigophora
- presentano 1 o + flagelli (i flagelli sono lunghi + di 50mm e le ciglia 12 – 15 mm) che permettono un movimento sinusoidale e sono di numero minore delle ciglia che oltretutto sono + rigide.
- Eugleniaàflagellato con cloroplasti; in condizioni di scarsa illuminazione o abbondante nutrimento, può ridurre la capacità di fotosintesi e passare all'eterotrofia. Il flagello tira la testa e l'idrodinamicità della forma non conta. Presenta citoscheletro, mitocondri, cloroplasti, nucleo, stigma (riconosce l'ambiente illuminato o buio)
- Amebeàunicellulari amorfi, hanno pseudopodi per muoversi e fagocitare
- Alcuni Sarcodini hanno scheletro (endo o eso) e i + famosi sono i FORAMINIFORI (scheletro calcitico e carbonitico) e RADICARI (scheletro silicico); hanno anche forme parassitiche.
3à
- forme parassiticheàformano spore
- coccidi (toxoplasma e plasmodio della malaria)
- CICLO DELLA MALARIAàcoinvolge + di un ospite: l'ospite vero è quello in cui avviene la riproduzione sessuale (zanzara), l'ospite intermedio è per es. l'uomo dove avviene la riproduzione vegetativa; la zanzaraàassume sangue infetto in cui i globuli rossi hanno macrogameti e microgametiàsi forma lo zigote che si incista nella parte intestinale della zanzaraàoocisti e per sporogonia si formano tanti organismi (sporozoiti n)àcrescono in numero fino a rompere la sporocisti e si ha la colonozzazione delle ghiandole salivari della zanzara che quando punge una persona vengono iniettatiàfegato e poi iniziano a moltiplicarsi (schizogonia) e fanno tanti MEROZOITI e quando la cellula del fegato è piena esplode e colonizza altre cellule del fegato. Dal fegato passa ai globuli rossi fino a formare un PLASMODIO e forma MEROZOITIàscoppiare il globulo rosso e ne colonizzano altri. Una parte di MERIZOITI entrano nei globuli rossiàmacrogameti e microgametiàaltra zanzara.
4à
- citostoma (bocca)àvacuoli alimentariàsbocca nel citopigio (espelle i residui)
- vacuoli contrattili per la osmoregolazione
- l'escrezione avviene per diffusione
- 2 nuclei: micronucleo (2n)àriproduzione
- macronucleo (poliploide)àfunzioni vegetative. Essendo unicellulare ciò serve per produrre proteine ed enzimi in numero maggiore avendo più DNA.
- RIPRODUZIONE: avviene per scissione (sorta di mitosi) o per coniugazione: avviene tra gamonti (organismi interi) che differiscono geneticamente. Il macronucleo sparisce e i micronucleià2 divisioni (meiosi) e per ogni paramecio si hanno 4 micronuclei (n) di cui 3 spariscono. I1 micronucleo rimanente fa mitosià2 micronuclei identici e si scmbiano tra i due parameci. I 2 coniugati hanno lo stesso corredo genetico ma non è quello originale. I 2 micronuclei si fondono; si riforma il macronucleo.
- I protozoi hanno 4 cicli.
METAZOI:
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