IL LETARGO

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Molti animali, appartenenti a diversi ordini, durante un periodo dell’anno vanno incontro ad una particolare funzione fisiologia: il letargo.

Questo, in base appunto alle caratteristiche fisiologiche, etologiche e ambientali, può essere suddiviso in 4 principali tipi:

1 – IBERNAZIONE. L’ibernazione si ha quando gli animali “dormono” per tutto l’inverno o precisamente durante tutta la stagione fredda. Mentre con il sonno normale l’animale si muove leggermente, ha un’attività cerebrale e può svegliarsi velocemente, durante l’ibernazione l’animale appare “morto”, con assenza di movimenti e maggior tempo impiegato per il risveglio.

Durante l’autunno gli animali che andranno in ibernazione mangiano più cibo rispetto alla norma, di modo che l’animale possa usare solo le riserve di grasso senza “perdere” alcun muscolo. Questo spiega il motivo per cui al risveglio gli animali sono più magri ma ancora forti rispetto a come lo erano prima dell’ibernazione.

Gli animali passano questo periodo in apposite tane e nidi. Lo svantaggio è che siccome i loro movimenti sono molto rallentati, se i predatori individuano le loro tane, possono essere uccisi facilmente. È per questo che gli animali che vanno in ibernazione tentano di scegliere le tane più sicure.

L’ibernazione quindi è il modo con cui gli animali si adattano al clima e all’ambiente attorno a loro. Gli animali devono essere in grado di sopravvivere al freddo estremo altrimenti periranno. L’ibernazione è una tecnica per “fuggire” proprio dal freddo. Gli animali inoltre adottano questo meccanismo perché durante l’inverno è anche molto più difficile trovare il cibo.

Durante l’ibernazione, la temperatura corporea degli animali cala molto ed è in grado di raggiungere valori simili a quelli esterni. Anche il battito cardiaco e la respirazione diminuiscono.

Durante questo periodo non richiedono molta energia. Gli animali ibernanti attraversano l’intero inverno grazie alle riserve di grasso immagazzinate nel corpo. Questo rende importante per gli animali riuscire a immagazzinare più cibo possibile durante l’autunno. Se la scorta di cibo non è sufficiente per tutto il tempo dell’ibernazione, l’animale potrebbe non sopravvivere fino alla primavera.

Alcuni animali immagazzinano il cibo nelle loro tane. In tal caso questi animali non dormono durante tutto l’inverno ma si svegliano ogni tanto per muovere i muscoli, mangiare e tornare a dormire.

Alcuni animali che vanno in ibernazione sono: tassi, pipistrelli, scoiattoli, ghiri, lemuri, criceti, ricci, alcuni rapaci, cani della prateria, procioni, puzzole, rondini, marmotte, castori, orsi.

Gli animali ibernanti a sangue freddo iniziano l’ibernazione quando il freddo causa una diminuzione della loro temperatura corporea. Siccome gli animali ibernanti si adattano al loro ambiente, questo spiega perché essi fuggono dalle condizioni di freddo e caldo estreme tramite l’ibernazione.

L’ibernazione quindi è il sonno durante il freddo, l’estivazione è il sonno durante il periodo più caldo.

Gli animali ibernanti a sangue freddo si svegliano quando l’aria esterna li scalda o li rinfresca abbastanza a seconda della loro temperatura più adatta.

Alcuni animali ibernanti a sangue freddo sono: api, vermi, rane e rospi, lucertole, tartarughe, lumache, serpenti.

2 – TORPORE. Questo tipo di “sonno” è caratteristica degli animali che:

- dormono di giorno e sono attivi di notte o viceversa, dormono di notte e sono attivi di giorno,

- hanno periodi di ibernazione brevi.

Quando gli animali sono in torpore, l’attività corporea, il battito cardiaco e la temperatura diminuiscono.

Durante questa fase l’animale non sembra avere contatti con l’ambiente e impiega un certo lasso di tempo per svegliarsi; ma questo non è il sonno profondo dell’ibernazione. Alcuni animali che vanno in torpore sono: tassi, procioni, puzzole, orsi, scoiattoli, alcuni rapaci, criceti.

Il torpore diurno si ha quando le creature dormono profondamente solo per una parte del giorno.

Questo tipo di torpore solitamente accade nei piccoli animali per diverse ragioni. Loro possono procurarsi il cibo (come gli insetti) solo durante una parte della giornata. Non possono immagazzinare abbastanza cibo per mantenere attivi i loro corpi tutto il tempo. Questi animali si adattano “dormendo” durante quei periodi in cui hanno difficoltà a trovare il cibo. Si svegliano quando possono procurarselo nuovamente. Il periodo del torpore o dell’ibernazione, rende questi animali più vulnerabili.

3 – ESTIVAZIONE. L’estivazione è un’altra forma di torpore, dormienza o “sonno”. Gli animali che vanno in estivazione cercano di fuggire a ciò che succede al loro ambiente ovvero caldo, climi desertici dove calore e acqua sono importantissimo per gli animali che vivono in questi luoghi. L’estivazione protegge questi animali dalle elevate temperature e dalla disidratazione. L’attività corporea rallenta, la respirazione e il battito cardiaco divengono molto bassi. Gli animali non si muovono, non crescono o mangiano durante questo periodo.

I rettili durante l’estivazione usano il 90-95% in meno della loro energia.

Alcuni animali che vanno in estivazione sono: api, vermi, rane e rospi, ricci, lumache, serpenti, tartarughe, lucertole.

Le alte temperature e la carenza di acqua rendono l’estivazione l’unica possibilità che hanno gli animali di sopravvivere.

4 – DIAPAUSA. La diapausa è un periodo di sonno differente dall’ibernazione perché gli animali non crescono. Solitamente è fatta dagli insetti. Esistono 2 tipi di diapausa:

- obbligatoria: l’animale o l’insetto deve entrare in diapausa in una fasedel suo sviluppo.

- facoltativa: l’animale si prepara a “dormire” perché qualcosa di poco gradevole  sta accadendo. Con l’ibernazione invece gli animali entrano in letargo dopo che si sono manifestate le condizioni negative.

La diapausa è un altro modo con cui gli animali si adattano al mondo esterno.

Gli animali potrebbero:

-         essere attivi in primavera e “dormire” in inverno (nelle regioni temperate),

-         essere attivi nella stagione delle piogge e “dormire” nella stagione secca (nelle regioni tropicali).

I segnali che precedono l’entrata in diapausa degli animali sono:

- i giorni diventano corti,

- la temperatura esterna scende ed è più bassa di quella usuale,

- la qualità o quantità di cibo diminuisce.

Gli insetti longidiurni sono quelli che vanno in diapausa appena le giornate si accorciano. Viceversa gli insetti brevidiurni sono quelli che vanno in diapausa quando le giornate si allungano.

Dopo pochi giorni di “avvertimento”, le femmine depositeranno uova diapausiche.

Gli animali potrebbero estinguersi se non si adattano al loro ambiente.

Anche nelle piante si riscontra una sorta di letargo, ovvero la QUIESCENZA.

Questo fenomeno interessa quasi tutte le piante che vivono in ambienti dove si alternano periodi climaticamente favorevoli alla crescita e riproduzione vegetale e periodi sfavorevoli alle medesime attività.

I fattori che ciclicamente possono influenzare le funzioni vegetali sono sostanzialmente due: l’acqua e la temperatura. Se manca l’acqua o la temperatura è troppo bassa, le piante reagiscono eliminando l’apparato fotosintetico, cessano di crescere e intorno ai meristemi apicali formano delle “gemme quiescenti” cessando così ogni attività metabolica.

La quiescenza viene attivata o perdendo completamente le foglie (piante caducifoglie) o mantenendo l’apparato fogliare (piante sempreverdi). Sotto un certo punto di vista, anche il seme può essere considerato una forma di quiescenza.

(seguono riflessioni, considerazioni e ipotesi sulla nascita ed evoluzione del letargo, presenti esclusivamente sul libro di prossima uscita).

Tradotto e rielaborato da Samuele Venturini (Tursiops) sulla base dei testi originali qui presenti:

Fonte:

http://library.thinkquest.org/TQ0312800/hibernate.htm

Mario Tozzi – Scienze Naturali – Federico Motta Editore

 

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