RECETTORI: LE PRINCIPALI TAPPE EVOLUTIVE
Dai procariori ai protisti, dalle piante agli animali, tutti gli
organismi viventi hanno bisogno di comunicare con l'ambiente esterno,
percepire l'ambiente interno e scambiare segnali con individui della stessa
specie (e sovente anche con specie diverse,
vedasi per esempio alcuni rettili velenosi che espongono sulla loro cute colori
e/o odori particolari con la funzione di avvertire eventuali predatori).
Pensiamo per esempio ai batteri: una colonia di questi microrganismi è composta
da centinaia, migliaia di individui, ognuno dei quali è costituito da una
cellula procariote ed è un'entità indipendente.
Presupponendo che i batteri siano stati le prime forme di vita ad apparire sul
Pianeta Terra e ad avere la capacità di riprodursi,
è possibile ipotizzare che i recettori siano nati proprio con la comparsa della
vita cellulare.
Cellule sprovviste di recettori e quindi prive della capacità di comunicare, con
molta probabilità non hanno superato
l'esame della selezione naturale. Non potendo comunicare ma soprattutto non
possedendo recettori utili alla percezione dell'ambiente circostante, queste
ipotetiche cellule "asensoriali" potrebbero essere andate incontro a tossicità
chimica e quindi a morte cellulare.
Attualmente non si sa con certezza in che modo si siano sviluppati ed evoluti i
recettori ma la cosa certa è che dai primi recettori l'evoluzione ha prodotto
alcune delle strutture più sofisticate degli organismi viventi superiori
(animali in particolare) ovvero gli
organi di senso.
I recettori sono macromolecole proteiche che possiedono un'attività biologica
intrinseca ovvero se stimolati causano una risposta molecolare e di conseguenza
cellulare.
Probabilmente molecole proteiche di dimensioni modeste sono state "catturate"
dalla membrana cellulare oppure mutazioni spontanee o dettate dall'ambiente
possono aver prodotto queste particolari molecole.
I primi recettori a comparire nelle primordiali forme di vita sono stati quelli
chimici, denominati "chemiocettori". Questi complessi molecolari sono in grado
di rispondere a stimoli chimici quali la conentrazione di determinate sostanze
disciolte nell'ambiente circostante. E' possibile distinguere una chemiotassi
positiva (la cellula tramite i suoi chemiocettori percepisce la presenza di una
sostanza importante per il proprio metabolismo e attiva
i meccanismi che causano il movimento verso la fonte dello stimolo) ed una
chemiotassi negativa (la cellula alla presenza di una certa sostanza
riconosciuta come tossica si allontana dalla fonte del segnale).
I sensi dell'olfatto e del gusto sono costituiti da chemiocettori e
rispettivamente i primi sono chemiocettori che riconoscono le sostanze presenti
nell'aria mentre i secondi sono recettori che percepiscono le sostanze disciolte
nei liquidi. QUesta distinzione è assai netta per i mammiferi terrestri mentre
lo è molto meno per i pesci e gli animali acquatici in quanto tutte le sostanze
con cui vengono a contatto sono disciolte in acqua.
Per quanto riguarda l'olfatto, in alcuni mammiferi è molto sviluppata una
struttura presente nell'organo vomero-nasale atta alla ricezione dei feromoni.
Olfatto e gusto quindi si sono evoluti dai primi chemiocettori in risposta alle
condizioni ambientali in cui si sono trovati gli organismi superiori e la
distinzione netta tra questi due sensi è avvenuta con la comparsa dei primi
organismi terrestri.
Una particolare ma ipotetica via evolutiva che ha visto come protagonisti sempre
i chemiocettori è stata quella che ha portato alla comparsa dei fotocettori.
Questi recettori percepiscono le variazioni dell'intensità della luce sottoforma
di fotoni e possono essere costituiti o da piccoli organuli cellulari oppure da
sistemi via via sempre più complessi come gli ommatidi per gli artropodi e gli
occhi veri e propri per i mammiferi. Alcuni animali sono sensibili agli U.V.
mentre altri presentano una maggior percentuale di bastoncelli (cellule preposte
alla visione notturna su scala di grigi), in particolare negli animali a vita
notturna e questa è un'ulteriore conferma di come l'ambiente influisca sulla
struttura e funzione degli esseri viventi.
La mia ipotesi secondo cui i fotocettori si siano formati dai chemiocettori è
data dal fatto che i fotocettori (dai più semplici ai più complessi) funzionano
in modo simile e vedono il coinvolgimento della rodospina, una macromolecola
composta da opsina e retinale. Una volta che il fotone colpisce questa molecola,
essa si scinde in opsina e retinale generando un impulso, un'informazione che
percorrendo il nervo ottico (o altre vie a seconda degli organismi) giunge al
sistema nervoso centrale dove lo stimolo viene elaborato e dove eventualmente
l'organismo produrrà una risposta.

FIG. 1: Alcuni esempi di recettori e loro funzioni
Una delle differenze evolutive tra organismi unicellulari e pluricelluari è la
capacità di rispondere agli stimoli sia in un tempo ragionevole che al tipo di
stimolo ed è qui che entrano in gioco i propiocettori ovvero recettori
all'interno dell'organismo in grado di fornire informazioni utili sull'ambiente
interno ma anche esterno, per esempio i termocettori sono sensibili alle
variazioni di temperatura altri invece come i barocettori sono sensibili ai
cambiamenti di pressioni. Più in generale possiamo dire che questi recettori
sono preposti alla sensibilità enterocettiva. Recettori di questo genere possono
essere derivati da primordiali recettori nucleari, una sorta di
endochemiocettori.
E' interessante notare come le scale dimensionali possano riprodursi su vari
livelli: in una cellula sono presenti recettori di membrana e nucleari, in un
organismo superiore sono presenti recettori periferici e interni all'organismo,
così come in un atomo è presente un nucleo di protoni e neutroni mentre
all'esterno sono presenti gli elettroni.
I nocicettori (particolare tipo di meccanocettori) sembrano essere ubiquitari in
quanto sono presenti sia in periferia (corpuscoli innervati situati sotto
l'epidermide) che nell'organismo.
Con l'avvento dei primi animali terrestri, alcuni sensi che prima erano
prerogativi della vita acquatica, ora a contatto con l'ambiente aereo risultano
essere incompleti o addirittura inefficaci. E' il caso per esempio dei
meccanocettori che hanno subito un'evoluzione dovuta proprio all'ambiente
circostante. I meccanocettori sono recettori preposti alla ricezione degli
stimoli fisici come per esempio la variazione di pressione, la forza di gravità,
l'equilibrio. Mentre nei pesci è presente la linea laterale che avverte
l'animale di eventuali pericoli e lo informa sull'ambiente circostante
(acquatico), sulla superficie terrestre questo meccanismo risulta insufficiente
e difatti con gli anfibi si ha il passaggio da questo sistema (nei girini è
presente la linea laterale) ad un nuovo sistema uditivo presente negli adulti e
che si evolverà nella scala evolutiva fino alla formazione di organi di senso
più complessi come lo sono per esempio le nostre orecchie. Queste strutture sono
fatte in modo da percepire e localizzare con precisione la sorgente di
determinati suoni o rumori che sono percepiti sottoforma di vibrazioni e quindi
di variazione di pressione. Queste onde vengono captate dalle ciglia delle
cellule recettoriali e convogliate tramite fasci nervosi al sistema nervoso
centrale.
Altri animali sono sensibili a diverse lunghezze d'onda come per esempio i
cetacei o i pipistrelli. Un discorso simile è fatto anche per i fotocettori in
quanto vi sono animali sensibili a diverse lunghezze d'onda dello spettro
elettromagnetico. Animali che percepiscono stimoli simili ma con sfumature
diverse, percepiscono anche il mondo in cui vivono in modo differente dal nostro
e
quindi è probabile che le loro emozioni, la loro visione del mondo sia alquanto
inimmaginabile per noi anche se a mio parere il senso della vita è più o meno
simile ma qui mi addentrerei in un discorso filosofico.
Un altro particolare tipo di meccanocettori è dato dal senso del tatto ovvero
dal contatto diretto tra organismo e ambiente. Corpuscoli del Pacini e altre
strutture simili sono utili per "saggiare" il terreno. Alcuni animali come
roditori o felini hanno sviluppato delle strutture particolari che svolgono
questa funzione, ovvero le vibrisse.
Altri meccanocettori che si trovano in Natura sono i recettori per l'equilibrio
(otocisti o statocisti, presenti anche nelle meduse) e i magnetocettori ovvero i
recettori preposti alla percezione del campo magnetico. Alcuni uccelli ne sono
particolarmente provvisti per orientarsi durante le migrazioni.
Da un punto di vista evolutivo quindi i meccanocettori potrebbero discendere da
chemiocettori periferici, di membrana, ma che si sono specializzati nella
percezione di stimoli fisici.

TAB 1: Correlazione tra le classi principali di animali e i tipi di recettori presenti.
Tutti i recettori, centrali o periferici, negli organismi pluricelluari, fanno
capo ad un sistema nervoso centrale o a particolari strutture omologhe chiamate
gangli per mezzo di adeguate vie nervose. Quindi, mentre nei procarioti e in
tutti gli organismi unicellulari i recettori percepiscono gli stimoli e causano
una risposta cellulare, negli organismi pluricelluari i recettori fungono come
dei mediatori dello stimolo che spesso viene convogliato e trasdotto in appositi
centri neuronali dove viene elaborata la o le risposte.
Anche i vegetali possiedono dei recettori ma questi si basano per lo più sulla
variazione di sostanze chimiche e di ormoni che variano come quantità e
composizione a seconda delle condizioni ambientali. Ricordo che le piante sono
sprovviste di un sistema nervoso.
Ringraziamenti:
Dizionario di Biologia - Aldo Fasolo - UTET
www.unina.it per un articolo interessante sui recettori
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